“Ci piace rendere pubblico questo  intervento del compagno Angelo, che pone sotto una diversa luce il significato di "essere pacifista", che vogliamo mettere all'attenzione di chi ci segue. Certo noi non rifiutiamo nessuna forma di resistenza e ognuna ha un suo valore, ma prima di decidere una strada piuttosto che un'altra occorre valutare, sin nei minimi dettagli,  i pro e i contro  e soprattutto occorre contestualizzare le forze in campo e ogni situazione differisce sempre da un'altra, come del resto sono i diversi e non uguali i momenti dell'esistenza di un uomo e di una donna. Anche se noi non aborriamo, per certi momenti storici, l'uso della forza, così non escludiamo neppure il sabotaggio e la non collaborazione come forme di lotta, pensiamo siano molto utili i pensieri che Angelo qui espone, per fare chiarezza tra noi e cercare di perseguire sempre una pace giusta, con mezzi pacifici, ma soprattutto con il consenso popolare e di classe, cosa che i comunisti, nel nostro paese, non hanno ancora saputo teorizzare e realizzare concretamente.

Ccpg”

 

Essere pacifisti significa che la pace è l'unico realismo possibile.

 

 

 

Mi piacerebbe capire che cosa significa essere pacifici, ma non pacifisti.

 

Essere pacifisti significa aver capito che la pace è l'unico realismo possibile,  che la guerra è  insostenibile e che il sistema capitalista fondato sulla competizione che si basa si di essa lo è ancor di più.

 

Essere pacifisti senza essere anticapitalisti è come essere ecologisti senza senso di classe. E come senza senso di classe e anticapitalismo l'ecologia diventa giardinaggio allo stesso modo la pace senza la giustizia sociale (che sta sopra la semplice equità) diventa semplicemente illusione di accondiscendenza ai vincitori.

 

Essere pacifisti significa aver capito che puoi costruire tutti i muri che vuoi, ma prima o poi qualcuno li abbatterà per cui a che serve la fatica che hai fatto e le energie che ci hai buttato dentro sono state sprecate.

 

Essere pacifisti significa aver capito che ogni arma è un bersaglio e la deterrenza è una grande illusione.

 

Essere pacifisti significa aver capito che, come scrive il poeta Carlo Alberto Salustri (Trilussa) la guerra "è un gran giro de quattrini".

 

Essere pacifisti significa aver capito che il militare è uno dei capisaldi del capitalismo e del patriarcato. Altro che tutti  gli stereotipi che vengono diffusi. A partire dalla falsa contrapposizione espressa in quello slogan che recita "Ma quale pacifismo, ma quale nonviolenza  ora e sempre resistenza". Non a caso spesso proclamato con toni più da tifo da stadio che in termini politici.

 

Essere pacifisti significa essere realisti, rifiutare idolatrie e mitologie come quella della lotta armata.

 

Essere pacifisti significa aver capito che perfino la resistenza non è stata soltanto lotta armata, ma in gran parte proprio nonviolenta.

 

Perché sabotaggio e non collaborazione sono due delle principali forme di resistenza nonviolenta.

 

Compagno Angelo

 

Giugno 2025